Cosa fanno i gatti durante la notte

an_gatti18I gatti, come tutti i felini, sono più attivi di notte quando praticano la loro attività predatoria facilitati dalla vista acuta che riesce a far trovare le prede anche al buio. Uno studio inglese ha osservato 200 gatti di famiglia equipaggiati con trasmettitori elettronici mentre scorrazzavano di notte e in questo modo è stato verificato che molto spesso i gatti catturano e uccidono piccole prede tra cui talpe, conigli, topi e uccelli. E tra gli uccellini il più cacciato è il passero il cui numero è in calo proprio per la caccia dei gatti.

Il gatto che durante la giornata dorme sul divano e fa le fusa, quando va fuori dà sfogo al suo istinto di predatore e lo studio inglese calcola che un gatto catturi 16 prede all’anno uccidendone, in tutto, circa 145 milioni.

Cosa possiamo fare se il nostro amato gattino vuole uscire tutte le sere?

Pet Therapy, un aiuto ai pazienti con problemi

pet_teraphyLa pet therapy ovvero la zoo terapia si basa sull’influenza reciproca tra un uomo e un animale che si instaura tramite una terapia delicata che integra e rafforza le terapie tradizionali che vengono fatte a pazienti colpiti da patologie varie. Lo scopo della pet therapy è quello di ottenere un miglioramento fisico, comportamentale, psicosociale, emotivo e cognitivo. La pet therapy è un affiancamento ad una terapia tradizionale, è quindi una co-terapia che rende più facile il metodo applicato dai medici o dai terapeuti specialmente nei casi in cui non nasce spontaneamente una collaborazione del paziente nei confronti delle varie terapie. Si vuole quindi stimolare la partecipazione attiva del paziente tramite la presenza di un animale per stabilire un rapporto di comunicazione tra paziente, animale e medico che provochi una reazione attiva da parte del soggetto in cura.

Il cane al mare, regole da seguire

cani-al-mareI cani possono andare al mare ed entrare in molte spiagge che si sono attrezzate per consentire ai nostri amici a quattro zampe l’accesso agli arenili purchè siano provvisti di libretto sanitario.
In ogni caso il padrone del cane deve avere alcune precauzioni e accorgimenti quando si reca in spiaggia con il suo animale.

Ecco come fare per comportarsi bene al mare assieme al proprio cane.

Se il cane non desidera entrare in acqua non va forzato, quando avrà caldo capirà da solo che un bagno gli può dare refrigerio.
L’orario in cui portare in spiaggia il cane non deve essere quello delle ora più calde, quando il sole picchia rovente perché gli animali potrebbero soffrire molto caldo in quanto la loro pelliccia surriscalderebbe il loro corpo. Inoltre i raggi del sole che picchiano sull’acqua producono molti riflessi abbaglianti che possono arrossare ed irritare i loro occhi. È consigliato portarli in spiaggia alla mattina presto o verso sera.

Un cucciolo di cane, il labrador Retriever

labrador-retrievers-2Un cucciolo di cane in casa comporta tanto affetto e compagnia, oltre che un amore incondizionato per il suo padrone, che viene dato senza nulla chiedere in cambio in quanto il cane vive in funzione del padrone, desidera rapportarsi con lui e vivere con lui. Un cucciolo di cane cambia la vita della famiglia che lo accoglie perché richiede un impegno e limitazioni alla propria libertà. Bisogna nutrirlo,vaccinarlo, portarlo dal veterinario, educarlo, portarlo a fare delle lunghe passeggiate e corse. Nonostante ciò chi possiede un cane non ne può più fare a meno, l’animale diventa parte integrante della famiglia, qualcuno addirittura gli parla, qualcuno afferma: ” Si fa capire tutto, gli manca solo la parola!”
Prima di scegliere un cucciolo di cane bisogna capire quali siano le nostre esigenze. Se abbiamo bisogno di un cane da guardia, di compagnia, da difesa, allora ci si deve orientare verso una delle razze che possono soddisfare le nostre esigenze. Per esempio se vogliamo un cane da guardia dobbiamo prendere un pastore tedesco, se vogliamo un cane di piccola taglia non possiamo correre rischi prendendo un meticcio in quanto non sappiamo a priori quanto crescerà.

Gestire il dolore per la morte di un animale domestico

dog_in_the_grass_35Chi possiede un animale domestico, un cagnolino affettuoso o un sornione gattino, ma anche un canarino o un furetto e vive con lui per molto tempo, lo cura, lo nutre e ne apprezza la compagnia e l’affetto potrebbe essere preso da una vera crisi di dolore in caso in cui l‘amato animale morisse.
Spesso un animale è considerato parte della famiglia e viene trattato come tale e la sua morte genera dispiacere in quanto improvvisamente viene a mancare una importante sorgente di compagnia e di affetto. I cagnolini o i gattini come anche gran parte degli animali che stanno in casa con noi, hanno una speranza di vita molto più breve di quella del padrone per cui essi invecchieranno al nostro fianco e poi moriranno magari lasciandoci impreparati alla loro perdita che era annunciata ma non accettata. E quindi sopravviene un grande dolore, un senso di vuoto e di mancanza che non sempre viene compreso da chi ci sta intorno. “in fondo era solo un cane” può commentare qualcuno che non comprende il grande legame affettivo che ci legava al nostro cagnolino.

Ma chi ama il suo animale domestico si sente privato di una parte della sua vita e ne soffre. Il superamento di questa sofferenza è un procedimento difficile, elaborato e lungo che alla fine ci porterà a considerare la nostra esistenza con occhi diversi. La parola lutto è grossa e la perdita di un caro amico, anche a quattro zampe,  si manifesta anche con pianto, tristezza, desiderio di stare da soli o viceversa di immergersi tra la gente. Pian piano la perdita si supera e si accetta arrivando a soffrire di meno, ma i primi giorni di assenza ci possono far cadere in uno strato di prostrazione e di confusione, sotto shock. Dopo l’iniziale sbigottimento e incredulità si diventa consapevoli che il nostro caro amico non c’è più e allora subentra la rabbia che si rivolge verso chiunque, o verso diverse circostanze.

Dopo la fase negativa della rabbia si arriva a fare finta che l’animale sia ancora con noi, magari gli si rivolge la parola e si ricordano le belle giornate passate con lui. Anche questa fase viene lentamente superata e si inizia a realizzare che la nostra cara bestiola se ne è proprio andata e non ritornerà più e questa consapevolezza ci può spaventare per i sentimenti che implica. Questa fase è molto dolorosa ma è quella che porterà alla guarigione e al recupero. Certamente ricorderemo per sempre l’animale e quando penseremo a lui sentiremo una fitta nel cuore. È una situazione normale che non va negata o repressa.