Animali e zoo, il caso delle giraffe

20140209_c5_mariusMarius, una giraffa di sette anni, è stata uccisa allo zoo di Copenaghen sollevando lo sdegno degli animalisti di tutto il mondo anche per il modo agghiacciante in cui l’atto è stati compiuto. La giraffa è stata uccisa davanti ad un pubblico di grandi e bambini, poi è stata dissezionata e data in pasto ai leoni. Uno spettacolo barbaro e disumano che nulla ha da insegnare ai bambini che vi hanno assistito. Anzi completamente diseducativo e crudele, nel quale si evidenzia un concetto contro ogni eticità, ovvero far vedere ai bambini che è consentito che una specie domini le altre specie viventi.
Ora una nuova minaccia per le giraffe, sembra che un altro zoo danese, Jyllands Park, abbia intenzione di seguire il barbaro esempio di quello di Copenaghen uccidendo un’altra giraffa che, quasi una premonizione, si chiama anche lei Marius. E questo non tenendo in nessun conto le proteste e lo sdegno manifestate dall’opinione pubblica in occasione della prima barbara uccisione.
Secondo l’ENPA in Europa sarebbero un numero enorme di animali potrebbe avere la stessa fine della giraffa, essi sarebbero tra i 7.500 e i 200.000 e è stato rivolto un appello alla Commissione ed al Parlamento Europeo affinchè cerchino di risolvere il problema degli zo, o perlomeno dio quelle strutture di detenzione di animali che hanno mostrato il loro crudele volto come quella danese con la barbara e agghiacciante uccisione della giraffa.


L’Europa deve essere portatrice di civiltà e comunione tra le genti, ma deve rivolgere il suo sguardo anche agli animali e non può tollerare che essi possano venir barbaramente uccisi o vivano in condizioni vergognose perché non producono più guadagni.
Tali strutture di cattività e tra queste si annoverano anche i delfinari , gli acquari e i bioparchi dovrebbero venir chiusi immediatamente e l’Europa dovrebbe fare un intervento forte per garantire una tutela comune agli animali, che , secondo il Trattato di Lisbona sono riconosciuti come esseri senzienti.
La via seguita da tali strutture, oltre alla uccisione e dissezione, prevede anche altri sistemi a seconda della legislazione dei singoli Paesi UE. Solitamente queste si liberano di animali in sovrannumero che mangiano e costano, ma non sono desiderati e ospitati volentieri per cui le strutture se ne liberano vendendoli a commercianti di animali che li cedono ad altri zoo o ancor peggio a riserve di caccia o a circhi. Possono venir venduti anche a enti di ricerca o addirittura a macellai per finire, come carni esotiche, sugli scaffali di qualche supermercato.