Anche gli animali soffrono come noi?

Si può capire se un animale soffre? Noi esseri umani sappiamo bene come farlo: urliamo, piangiamo, gridiamo.. Ma gli animali? E soprattutto, soffrono anche loro o il dolore è solo una prerogativa dell’uomo? Ebbene, gli animali non solo soffrono ma lo esprimono anche in un modo molto simile al nostro, che è possibile interpretare.

Sicuramente il dolore è qualcosa di molto complesso, connesso alla capacità di comunicare, ma grazie ad uno studio fatto sugli animali da laboratorio e condotto da Paolo Flecknall, veterinario chirurgo all’Università di Newcastle, è certo che gli animali siano consapevoli di quanto sia spiacevole questa sensazione. “L’idea che gli animali di laboratorio soffrano il dolore – ha riportato Flecknall – e’ fonte di preoccupazione per l’opinione pubblica e gli scienziati, oltre che una priorita’ della nuova direttiva europea sulla sperimentazione animale.  Gli animali probabilmente non pensano il dolore nello stesso modo degli esseri umani, ma non c’e’ dubbio che sono consapevoli del dolore e le loro emozioni lo dimostrano”.

Per riuscire a decifrare i dolori dei nostri animali, possiamo incominciare a notare se ci sono stati dei cambiamenti nei loro comportamenti quotidiani: ad esempio un cane che non salta più sul divano o un gatto che perde l’appetito, potrebbero avere qualcosa che non va. Gli stessi veterinari si affidano ai resoconti dei padroni per fare delle opportune diagnosi.

Alcuni scienziati hanno ideato una sorta di “scala delle smorfie facciali”, che dapprima veniva adoperata per interpretare il dolore nei bambini, ma adesso anche per alcuni tipi di animali. Per questo, se dovessimo notare delle smorfie di sofferenza sul muso o sulle orecchie dei nostri animali, è necessario riportare tutto al veterinario, perché potrebbero essere dei segnali importanti.

Oltre ai mammiferi, anche gli uccelli sono dotati di recettori per il dolore così come i rettili, sebbene per loro sia quasi impossibile esprimerlo con le smorfie facciali, non avendo, nella maggior parte dei casi, nemmeno le palpebre.

Quindi, anche se non possiamo sapere esattamente in che modo provano dolore i nostri amici animali, dobbiamo sempre trattarli con rispetto e come se lo potessero provare da un momento all’altro.