Basta allevare cavie in Italia: si richiede una legge

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homecavie2Vittoria Brambilla: “Una legge deve vietare di allevare cavie sul nostro territorio e deve impegnare a cercare metodi alternativi: Mai più Green Hill”.
Tutti ricordano lo scandalo crudele di Green Hill a Montichiari dove centinaia di cuccioli di beagle venivano allevati per essere venduti a laboratori di ricerca in Europa. Allevamenti come Green Hill non dovranno più esistere sul territorio italiano. La Camera ha approvato, in questi giorni, la legge di delegazione europea che contiene anche l’articolo 13, sul benessere degli animali in cui viene vietato «l’allevamento di cani, gatti e primati non umani destinati alla sperimentazione». La legge già approvata al Senato, verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Vittoria Brambilla esulta dopo il lungo iter parlamentare conclusosi con successo:

È la nostra vittoria definitiva, non ci saranno più Green Hill. È stato compiuto un nuovo passo avanti verso una maggiore tutela degli animali sottoposti a test, l’Italia ha dato un segnale importante.

La direttiva europea che ha ispirato la legge viene interpretata in senso restrittivo il contenuto della direttiva europea. Vengono vietati esperimenti quali i test per la didattica, per le droghe, il tabacco, le armi e l’alcol. Viene anche introdotto l’ obbligo di analgesia e di anestesia non usate in Italia nel 20% degli esperimenti su circa 900 mila animali e si impegnano i laboratori di ricerca a cercare metodi sostitutivi di sperimentazione. Tali metodi non esistono ancora, non ci sono alternative soprattutto nelle prove di un farmaco che potrebbe salvare la vita a molte persone il che ha aumentato le voci di coloro che sostengono il diritto della ricerca. Alcuni nuovi metodi riguarderebbero l’uso di cellule in vitro o in silicio. Le cellule in silicio sono riproduzioni virtuali di cellule, tessuti e organi, al computer, mentre le cellule in vitro sono vere cellule coltivate da studiare con manipolazioni genetiche. I nuovi metodi comporterebbero anche un grande risparmio economico di circa il 50%, ma il processo di sperimentazione potrebbe essere molto più lungo.

La sperimentazione sugli animali iniziò già nel XVII secolo quando si praticavano per motivi di studio dissezioni su animali vivi e molto spesso anche coscienti. Questa pratica era una vera e propria vivisezione, ma oggi il termine vivisezione viene pronunciato dai contestatori della sperimentazione su animali da laboratorio per farmaci, fisiologico, cosmetici, ecc e si concretizzano in test che provocano sull’animale delle malattie che poi vengono curate con farmaci di cui si vuole verificare l’efficacia.