Animali domestici

Pet Therapy, un aiuto ai pazienti con problemi

pet_teraphyLa pet therapy ovvero la zoo terapia si basa sull’influenza reciproca tra un uomo e un animale che si instaura tramite una terapia delicata che integra e rafforza le terapie tradizionali che vengono fatte a pazienti colpiti da patologie varie. Lo scopo della pet therapy è quello di ottenere un miglioramento fisico, comportamentale, psicosociale, emotivo e cognitivo. La pet therapy è un affiancamento ad una terapia tradizionale, è quindi una co-terapia che rende più facile il metodo applicato dai medici o dai terapeuti specialmente nei casi in cui non nasce spontaneamente una collaborazione del paziente nei confronti delle varie terapie. Si vuole quindi stimolare la partecipazione attiva del paziente tramite la presenza di un animale per stabilire un rapporto di comunicazione tra paziente, animale e medico che provochi una reazione attiva da parte del soggetto in cura.

La pet therapy venne ideata dallo psichiatra infantile Boris Levinson intorno agli anni 60 e fu il primo ad applicarla ai suoi pazienti convincendosi dei benefici che la vicinanza a e la compagnia degli animali portano all’uomo. Se ne accorse, già nel 1953, osservando un suo piccolo paziente autistico che dimostrava una maggior volontà di interagire con il medico se era con il suo cagnolino, e che aveva voglia anche di giocare e di dimostrare l’affetto che portava per il suo animale. Tali osservazioni spinsero lo psichiatra a intraprendere delle ricerche sui benefici risultati in campo psichiatrico grazie alla presenza di animali da compagnia. Nel caso del bimbo autistico il suo cagnolino aveva fatto in modo che si ripristinassero contatti con il medico, che il paziente esternasse le emozioni e che si creassero anche scambi di natura affettiva.

Il dottor Levinson nel 1962 dimostrò anche che si otteneva un aumento dell’autostima grazie all’affetto di un animale domestico perché esso soddisfaceva il bisogno di amore del paziente.
Negli USA nel 1981 venne fondata la Delta Society, con lo scopo di approfondire gli studi sui benefici terapeutici che la vicinanza di animali può apportare.
Ora la co-terapia con gli animali ha un ampio impiego in molti ambienti dal carattere socio-assistenziale come ospedali, case di riposo, centri di recupero, dove i medici si sono resi conto come la depressione, l’ansia, e lo stress possono venir leniti dalla cura di un animale e dal suo affetto. La presenza di un animale rende più facile la convalescenza di un malato o la vita quotidiana di un disabile e spesso la compagnia di un cane o di un gatto aiuta le terapie tradizionali a risolvere eventuali problemi relazionali.
Negli anni 80 la pet therapy viene indicata con i termini AAA ovvero Attività Assistita con Animali, e A.A.T. cioè Terapia Assistita dagli Animali.
Con AAA si intende quel metodo che cerca di migliorare la qualità di vita delle persone in situazione di disagio grazie alle capacità dell’animale di fare da tramite per le relazioni interpersonali. Questo viene usate per anziani e bambini che devono essere ospitati in particolari strutture, ma anche per carcerati o pazienti di comunità terapeutiche.
Con A.A.T. si intende, invece una vera e propria terapia dove un’equipe multidisciplinare programma un percorso terapeutico individualizzato. L’equipe stabilisce che tipo di animale va usato in base alla patologia del paziente e all’obiettivo da raggiungere, segue il cammino terapeutico e i risultati che si ottengono. Si applica in campo pediatrico per bambini che hanno scarsa stima di sé, per bambini con difficoltà di socializzazione, per bambini autistici e anche per quelli con scarsissimo rendimento scolastico.

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