La sindrome del cane di piccola taglia

Immaginate per un attimo di trovarvi in ascensore con il vostro vicino di casa e il suo Akita di 50 chili di peso. Ad un tratto l’Akita inizia a ringhiarvi contro e digrigna i denti: qual è la vostra reazione?
Sicuramente non vedete l’ora che l’ascensore si fermi al piano, per poter allontanarvi dal cane. Dall’altra parte il padrone, sempre ammesso naturalmente che sia un padrone responsabile, provvederà a richiamare il cane per riportarlo immediatamente all’ordine e se episodi del genere dovessero ripetersi potrebbe pensare di rivolgersi a un esperto canino. Quando un cane di grossa taglia mostra atteggiamenti così ostili nei confronti degli umani evidentemente c’è un problema serio che non può essere trascurato.

Molto bene, ora immaginate la stessa scena nell’ascensore, soltanto che al posto dell’Akita a ringhiare è uno spitz nano di Pomerania, un batuffolo bianco delle dimensioni di un gattino.
Sicuramente voi reagireste facendovi una risata e il padrone, nella maggior parte dei casi, si limiterebbe a dirgli: «si fa???» come se si stesse rivolgendo a un bambino di tre anni un po’ discolo.

Perché preoccuparsi, in fondo un cane così piccolo non farà mai male a nessuno.

Questo esempio spiega l’origine psicologica della cosiddetta sindrome da cane di piccola taglia, il motivo per il quale i cani di piccole dimensioni tendono ad essere più indisciplinati di quelli di grosse dimensioni.

Come al solito le responsabilità non sono della razza canina ma dei padroni: nessuna razza, Pitbull incluso benché ormai li si dipinga come assassini a quattro zampe, ha la tendenza all’aggressività. Quando un cane assume determinati atteggiamenti è perché il padrone non è stato in grado di educarlo a dovere.

Con i cani di piccola taglia si tende ad essere più permessivi: un bassotto che abbaia ai cani più grossi è solamente tenero, un volpino che tira il guinzaglio durante la passeggiata passa inosservato, un chihuaha che mentre siete al pc si viene a sedere sulle vostre gambe non pesa certo come un pastore tedesco.

Di conseguenza, in tutti questi casi, i padroni hanno spesso la tendenza a lasciare correre. Ma sia che si tratti di cani grossi, sia che si tratti di cani piccoli, il principio per cui disobbediscono al padrone è sempre lo stesso e se l’amico a quattro zampe non viene educato tutte le volte che sbaglia, continuerà nei suoi atteggiamenti  scorretti.

Il consiglio che diamo quindi ai possessori di cani di piccola taglia è quello di essere intransigenti con il vostro Maltese allo stesso modo in cui lo sareste con un Alano: se un Alano ringhiasse agli altri cani e vi si fiondasse contro mentre lo tenete al guinzaglio, voi lo riprendereste (anche perché un Alano fuori dai gangheri qualche piccolo disordine lo crea!). Fate lo stesso con il vostro cucciolo in miniatura, per la vostra famiglia ma soprattutto per il suo bene.